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In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

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Monica chiede:

Nutro paure ossessive in gravidanza e sono preoccupata

D: Sono una quasi mamma di 33 anni, fra 15 giorni il mio bambino nascerà e in quest’ultimo mese ho iniziato ad avere paure ossessive rivolte al bimbo che arriverà (tipo buttarlo dalla finestra una volta nato e cose del genere). Da quando ho saputo di essere incinta ho interrotto la terapia farmacologica per questo mio problema (dove la mia paura era quella di potermi fare del male) e ho passato una serena gravidanza senza nessun problema. La mia neuropsichiatra mi ha visitata la settimana scorsa e mi ha trovata bene, dicendo che è normale essere ansiosi in questo periodo e che la mia ansia si sviluppa con queste idee ossessive di cui non mi devo preoccupare perché non farò mai niente di ciò che penso o immagino… Sarà per davvero così o è il caso che ne parli con qualche medico all’ospedale dove partorirò? Ho la possibilità di avere una camera singola per far rimanere mio marito la notte con me e il piccolo… Però ho intenzione di non usufruirne perché penso che devo essere in grado da sola di gestire questa mia paura e il mio bimbo: faccio bene? O forse quando nascerà queste mie idee spariranno e io mi preoccupo per niente? Grazie per una gentile risposta. Cordiali saluti.

R: Cara Monica, per rispondere alle sue domande sarebbe utile conoscere meglio la sua storia e la “storia” di queste sue paure. Le posso dire però che alla nascita di un bimbo è importante – per tutte le mamme – farsi aiutare e chiedere aiuto alle persone care, senza pensare di doversela cavare da sole. Condividere le ansie e farsi aiutare sulle questioni pratiche relative al bambino risulta essere un fattore preventivo per il benessere della mamma. Il mio consiglio è di prendersi il tempo per affrontare queste sue paure dopo il parto, abbinando alla terapia farmacologica una psicoterapia, e di farsi aiutare da suo marito o altri familiari sopratutto nei primi tempi: questo sarà importante per lei e per la relazione con il suo bimbo. Un caro saluto, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

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