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Candida chiede:

Sono mamma ma mi manca la vita precedente mio figlio

D: Buongiorno, sono una ragazza di 31 anni e ho un bellissimo bimbo di 10 mesi a cui ho dato il nome di un importante compositore barocco in omaggio alla mia enorme passione per la musica antica. Sono laureata e diplomata al conservatorio, faccio dei concerti ma per avere un po’ di soldini tutti miei (non voglio farmi mantenere al 100% dal mio compagno), lavoro in un negozio dove mi diverto comunque molto. Il nostro bambino è nato, forse desiderato inconsciamente, perché ho cominciato pazzamente a prendere sempre meno precauzioni… davvero non credevo che potesse succedere! Ho rifletutto sulla possibilità di un aborto perché non ero sicura della relazione con il mio compagno ne di essere pronta a diventare mamma. In breve ho rinunciato all’idea. La gravidanza è andata benissimo, anzi ancora adesso la ricordo come un meraviglioso periodo e se non fosse che prendersi cura di un bimbo è spaventosamente faticoso ne farei subito un altro solo per il piacere di essere incinta. Assurdo? Da quando il bimbo è nato però sono stata travolta da una fatica senza paragoni, ho passato praticamente 8 mesi insonni ora dormo sul divano e lascio che si alzi il mio compagno per dare da bere e far riaddormentare il piccolo dato che ancora si sveglia almeno 2 o 3 volte per notte. Non ce la faccio più, mi sembra di essere una trottola, metto a posto ed è subito tutto in disordine, non ho più voglia di cucinare (prima mi piaceva) perché poi bisogna pulire, ho perso parecchi kg e sono sempre stanca (gli esami del sangue sono a posto). A volte mi vengono pensieri terribili del tipo “e se lasciassi il mio compagno e tornassi nella mia casetta in città?” (viviamo in un brutto paese a 25 km dalla città), “e se il piccolo morisse di qualche malattia che sarebbe di me!”. Ovviamente mi sento un mostro nel rimpiangere cosi la mia vita di prima perché adoro il piccolo, quando non lo vedo mi manca da impazzire, quando però passo con lui un’intera giornata magari bloccata in casa o in questo paese vorrei scappare.
Purtroppo non possiamo cambiare casa in tempi brevi e non ci siamo ancora accordati su un posto che possa piacere ad entrambi (motivo di litigio).
Non voglio dilungarmi troppo ma mi chiedo se forse con la crescita del bambino e la sua indipendenza ritornerò almeno un po’ alla mia amata vita precedente e se il desiderio che ogni tanto si manifesta di separarmi dal mio compagno si stempererà… cordiali saluti.

R: Cara Candida, diventare madre comporta una rielaborazione personale della propria vita, dei ruoli e delle relazioni significative, come quella con il partner. Quando il passaggio dall’essere donna all’essere madre avviene “velocemente”, si ha meno tempo per pensare e “prepararsi” all’evento: ad esempio, lei dice che non pensava potesse succedere di rimanere incinta pur prendendo meno precauzioni, di non aver immaginato la fatica che comporta avere un bimbo, oltre al piacere della gravidanza, e di non essersi accordata per tempo sull’abitazione. Le preoccupazioni di oggi e i dubbi che manifesta sul suo compagno e sul suo bimbo, sembrano far parte di quel passaggio, forse non ancora ben elaborato.
Per questo, le consiglio di darsi del tempo per costruirsi un nuovo equilibrio e pensare alla sua nuova vita da mamma, che non sarà più esattamente quella di prima, ma che probabilmente le darà grandi soddisfazioni, nonostante questi momenti critici iniziali. Un caro saluto, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

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