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Sabina chiede:

Pessimo post partum e senso di isolamento: cosa posso fare?

D: Salve, ho vissuto una splendida gravidanza ma vivo un pessimo post partum. Il bimbo ha quasi 4 mesi ed è bellissimo, ma è molto stancante e non dorme mai; il padre sta vivendo a mio avviso una sorta di invidia della maternità e ha sempre da dire su tutto quello che faccio, in particolare su come allatto, quanto allatto etc. ma penso che il peggio sia che abbiamo dovuto cambiare città e qui non conosco nessuno; ero abituata ad una vita sociale intensa che non mi sarebbe possibile ora, ma così non ho neanche un’amica per prendere un caffè, mi sento molto isolata e anche frequentare luoghi “per bimbi” mi pare una alienazione perché si parla solo di poppate.
Mi sarebbero utili i farmaci? Ho pensato anche di chiedere un periodo di malattia  al lavoro per tornare un po’ nella mia città  ma dovrei stare in casa ad aspettare visite fiscali e questo mi terrorizza… forse è addirittura meglio lavorare? Grazie.

R: Cara Sabina, probabilmente in questo periodo sarebbe importante, più che l’utilizzo di farmaci o la richiesta di un periodo di malattia, l’attivarsi nelle relazioni realisticamente disponibili: ad esempio, potrebbe continuare a coltivare i rapporti anche telefonici con le amiche “storiche”, prevedere qualche momento di incontro con loro o con i suoi familiari, frequentare luoghi in cui conoscere persone nella nuova città (piscine, palestre, parchi, gruppi di mamme…).
In fondo, l’essere alle prese con un bimbo permette alle donne di creare presto una sintonia tra loro, che non è detto si risolva esclusivamente in discorsi di poppate. Forse anche altre donne vivono il suo stesso stato d’animo e sarebbe interessante condividere con loro paure e pensieri, proprio perché potrebbero capire molto. In alternativa, anche frequentare un consultorio potrebbe aiutare: spesso offrono incontri individuali con lo psicologo, o iniziative di gruppo sul massaggio infantile ad esempio. Infine, è sempre molto importante parlare con il proprio partner dei dubbi e delle ansie che si vivono, per poter affrontare insieme un momento che riguarda tutti e due.
L’idea è dunque quella di non porsi come “malata”, ma come donna che sta affrontando un momento fisiologicamente difficile. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

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