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Giulia chiede:

Sono mamma ma vorrei tornare alla mia vita precedente

D: Buonasera, ho 38 anni ed ho una bambina di 7 settimane. Una gravidanza difficile (diabete ed ernia dove ho dovuto assumere il tramadol che contiene morfina), un parto indotto difficile e ho perso mia madre due settimane dopo il parto per un cancro ai polmoni fulminante.
Adesso comincerò una cura con una psicologa cognitiva la quale mi dice di non sapere se la mia sia una depressione post parto visto tutto quello che mi è successo. Fatto sta che io avevo una vita perfetta, un lavoro perfetto e mi sentivo libera. Ora non sono più libera di fare niente, ho attacchi di panico che calmo con un minimo di benzodiazepine. Mi avevano prescritto il c********* ma ho avuto attacchi di panico ancora peggiori dopo solo 3 giorni dall’ assunzione. Vorrei tornare alla mia vita di prima e non avere mia figlia – che è deliziosa- perché ha rovinato il mio equilibrio perfetto. Mi sembra tutto un incubo ed anche se mi dicono che poi passerà io sento che la mia vita sarà solo ansia e costrizione. Io avrei voluto aspettare ad avere un figlio ma ho 38 anni ed il mio compagno ha insistito tremendamente…

R: Cara Giulia, è un’esperienza comune a molte donne, dopo la nascita di un figlio, quella di desiderare la propria vita precedente. L’arrivo di un bambino comporta, infatti, molte gioie ma anche molte fatiche e implica una generale riorganizzazione della propria vita soprattutto se si tratta del primo figlio. La riorganizzazione è di natura complessiva poiché non si dipana solo a livello concreto di gestione quotidiana ma anche a livello mentale, emotivo e relazionale. Cambiano, infatti, non solo le proprie priorità e il modo di gestire il tempo ma anche le relazioni all’interno della famiglia, la propria immagine di sé e il rapporto con il proprio partner.  Occorre tempo per riorganizzarsi e per abituarsi positivamente a questa riorganizzazione.
Inoltre, nel suo caso, lei si trova anche a dover elaborare un lutto molto recente, il che rende più difficile questo processo. Deve avere pazienza e, nel frattempo, è importante che continui a rimanere in contatto con lo psichiatra e la psicologa ai quali si è rivolta. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

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