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Elena chiede:

Depressione post partum e taglio cesareo: sono legati?

D: Ho partorito con taglio cesareo a gennaio, in conseguenza di una diagnosticata epatosi gravidica. Ho sempre voluto un parto naturale e non riesco ad accettare l’idea del Cesario. Mi sono lasciata convincere dalle pressioni esterne e dal poco tempo concessomi per decidere. So che l’ importante è che ora stiamo bene sia io che mia figlia ma il pensiero di aver rinunciato al parto naturale e l’idea che forse avrei potuto comunque farlo e mi sono lasciata convincere dai familiari mi tormenta e mi procura ingiustificati sensi di colpa. Premetto che sono sempre stata portata alla depressone e ai sensi di colpa ma temo che tali sensazioni possano incidere negativamente su mia figlia, soprattutto temo di trasmetterle (da figlia di una depressa cronica) la stessa tendenza alla malinconia ed all’autolesionismo (per ora fortunatamente solo immaginato e mai attuato). Per favore datemi un consiglio su come uscirne.

R: Cara Elena, il post-partum diventa per molte donne un periodo in cui può nascere per la prima volta o invece ritornare alla luce una già sperimentata sintomatologia ansioso-depressiva. Personalmente, racconta di una “tendenza” pregressa al parto a sviluppare sensi di colpa e reazioni malinconiche. Dunque, forse il taglio cesareo è diventata solo “l’occasione” specifica a cui legare dubbi, insicurezze, paure, pensieri negativi, già presenti.
Sarebbe importante non fissarsi sulla modalità con cui è avvenuto il parto (in quanto diverso dalle sue aspettative iniziali o in quanto motivo di manipolazione familiare), ma passare oltre ad analizzare in modo più ampio quel disagio che vive da tempo, proprio come dice lei, per non lasciare che questo possa incidere negativamente sul rapporto con sua figlia. Il consiglio è dunque quello di rivolgersi ad uno psicologo con cui intraprendere un percorso e analizzare questo suo disagio.
Cordiali saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

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