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In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

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Oriana chiede:

Dopo il parto non mi riconosco più

D: Salve, ho 33 anni e due mesi fa ho dato alla luce mio figlio Andrea, nato pretermine con un parto naturale che per me è stato uno shock. Ricordo ancora i dolori del travaglio e l’angoscia di vedere mio figlio portato in neonatologia dove è rimasto 10 giorni. Ora lui sta benissimo, i controlli medici procedono bene, ma non posso dire la stessa cosa di me stessa. Non mi riconosco più, sono una donna forte che prima e durante la gravidanza ha sostenuto un marito depresso a causa della dipartita del padre; che da docente disoccupata si inventa ogni giorno modi diversi per trovare lavoretti per avere quei pochi euro per contribuire alla famiglia.
Da quando è nato vorrei solo piangere, restare a letto per giornate intere, ogni cosa è pesante, angosciosa, anche se mi viene un mal di stomaco entro nel panico… non ero così, non so più chi sono.
I miei familiari si sono accorti di questo, mi incoraggiano e mi consolano, ma io sto sempre peggio, sto trascurando anche Andrea e mi sento ancora più in colpa. Spero possiate aiutarmi in qualche modo, tra i vari sensi di colpa ho anche quello della mancanza di soldi che non mi permette di andare da uno specialista a pagamento.

R: Cara Oriana, la nascita di un bambino prematuro, al di là delle condizioni di salute del piccolo, per i genitori, in particolare la madre, è un’esperienza in grado di suscitare emozioni fortemente negative che poi si protraggono nel tempo, anche dopo le dimissioni. L’angoscia per le condizioni di salute del bambino, il senso di colpa, di impotenza e smarrimento solo alcune delle numerose emozioni che i genitori si trovano a dover gestire e che inevitabilmente hanno una ricaduta sul loro benessere psichico.
E’ quindi molto comprensibile che lei, dopo solo due mesi dalla nascita di suo figlio, possa sentirsi ancora così. Potrebbe rivolgersi al suo consultorio di riferimento, una struttura pubblica, dove troverà degli psicoterapeuti che potranno aiutarla ad affrontare questo momento difficile e ritrovare la forza che aveva prima. Cari saluti,  O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna

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