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Daniela chiede:

Notti insonni e pianti

D: Buongiorno, ho 26 anni e sono mamma di una bimba di 11 mesi. Premetto subito che amo con tutto il mio cuore mia figlia, una bimba voluta e cercata tantissimo sia da me che da mio marito. Ci sono diversi “problemi” che non riesco a gestire. Sin da quando è nata è stata molto dura, ha avuto coliche per i primi 3 mesi e mangiava tanto quindi, a qualsiasi ora del giorno e della notte mangiava e piangeva (il primo mese si svegliava ogni 10 minuti). Crescendo il problema del dormire ci insegue ancora si sveglia più volte durante la notte nonostante ora abbia quasi un anno e non so più che fare. Al mattino mi mancano le forze, sono stanca, esaurita ed arrabbiata per l’ennesima notte quasi in bianco. Da un mesetto sta anche mettendo i dentini e proprio non riesco  a far sì che il momento della pappa sia un momento piacevole perché piange di continuo. È una bimba molto vivace, irrequieta e curiosa di tutto ciò che la circonda e di questo sono molto contenta perché penso sia un bene la sua curiosità, ma non mi ascolta, fa ciò che vuole e nonostante il mio tono severo a lei non frega nulla. Fa capricci e non so più che fare per iniziare a farmi ascoltare. Io sono una mamma giovane ancora molto inesperta ma non riesco ad essere tranquilla e serena; mi sento esaurita e incapace di stare dietro a questa piccola creatura, che sicuramente non ha nessuna colpa. La notte quando si sveglia le passo seduta sul letto con lei in braccio a piangere e a pregare che dorma. Non sono più quella che era prima e questa nuova me non mi piace. Avere un figlio dovrebbe renderti migliore, felice, serena, magari un po stanca, ma non così. Vi chiedo consigli.

R: Cara Michela, diventare mamma è un’esperienza con cui bisogna prendere familiarità e ci vuole tempo per farlo. Ci vuole anche un aiuto interno o esterno alla famiglia, che si tratti di qualcosa di pratico o di una parola di conforto quando necessario. Dalle sue parole non si capisce se può chiedere a qualcuno una mano per recuperare energie o per trovare diverse strategie per superare meglio le notti o il momento del pasto. Non dice niente del papà della bimba, che è una figura molto importante da coinvolgere e da cui sentirsi supportate. Il consiglio è di rivolgersi ad un consultorio vicino, che possa offrire un servizio di ascolto, di confronto di gruppo con altre neo-mamme o di incontri con le puericultrici. Sono tutte occasioni di scambio e di riflessione su quanto si mette in atto nella relazione con I figli e su cui si può migliorare. Parlarne e confrontarsi è un modo per sentirsi meno sole in un compito che non sempre è così facile come sembra. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

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