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Roberto chiede:

“Disinnamoramento” post partum

D: Buonasera, io e mia moglie abbiamo un bimbo di 2 anni. da qualche tempo mia moglie sembra esser andata un po’ giù (credo un po’ di depressione) e ultimamente sembra peggiorare. Nei miei confronti ha quasi come un rifiuto e ultimamente mi ha detto cose del tipo: dopo due anni che sono in casa a cambiare pannolini ho bisogno di pensare un po’ a me stessa e ora “che ho rialzato la testa” non trovo più l’ambiente familiare che avevo prima. E’ convinta di non amarmi più e temporaneamente ha detto che starà in casa con me ma in futuro vorrà trovarsi un’altra sistemazione. Non è violenta né pericolosa nei confronti del bimbo, ma è molto irritabile e spesso urla anche per banali motivi. A me quasi non rivolge parola. Premetto che in passato (tanti anni fa) ha avuto altri momenti di crollo, non è stata supportata dai suoi genitori e tutt’ora si è sentita abbandonata perché non le danno una mano ad accudire il bimbo. Avevamo provato infatti ad inserirlo ad un nido lo scorso settembre ma l’inserimento è andato male e lei ha deciso di prendere un anno di aspettativa dal lavoro per stare a casa con il bimbo. A fronte di questo breve riassunto volevo sapere se si può trattare di una depressione post partum e cosa potrei fare visto che nonostante è consapevole di essere in depressione non vuole in alcun modo andare da uno psicologo e farsi aiutare. Infatti mi ha rinfacciato che in questo periodo l’unica cosa che sono stato capace di dirgli è proprio quella di andare dallo psicologo. Il mio atteggiamento nei suoi confronti è molto empatico e gli ho detto che faro di tutto per cercare di aiutarla anche se lei si rifiuta categoricamente. Vi sari grato se sapreste darmi qualche indicazione. Grazie

R: Caro Roberto,
solitamente dopo due anni dal parto non si parla più di depressione post-partum. Probabilmente l’umore di sua moglie è legato ad una sua sofferenza personale, non più strettamente collegata alla nascita del bimbo. L’aiuto che può dare a sua moglie è di spronarla a parlare di questi suoi vissuti, anche se non è facile. Forse potrebbe smuoversi rispetto alla fatica che vive oggi e alla possibilità di trovare una strada per uscirne. Andare dallo psicoterapeuta è un’occasione per occuparsi di sè e delle proprie sofferenze. Forse potrebbe aiutarla anche l’idea di andarci con lei, in coppia. Cari saluti, Onda

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