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In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

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Anonimo chiede:

Solitudine

D: Buongiorno, ho un figlio meraviglioso di 20 mesi che chiama sempre babbo e mai mamma. Prima del parto ci siamo trasferiti di 50 km vicino ai miei suoceri che ho sempre odiato. Nessuno mi ha aiutata nè capita dopo il parto mia suocera mi ha messo il muso perché non la accoglievo a braccia aperte in casa quando voleva venire mentre stavo cercando di capire come essere madre. Ho la mia famiglia lontana. Nessuno mi ama nella famiglia di mio marito. In un anno ho cambiato anche lavoro per avvicinarmi alla nostra nuova casa. Stiamo in un piccolo paese dell’entroterra e non conosco nessuno. Non riesco ad uscire perché è difficile organizzarmi con il bambino e le faccende di casa lavorando (fortunatamente) per mezza giornata. I miei suoceri mi criticano per la scarsa cura che ho della casa in cui viviamo che è la loro. Non mi hanno mai riservato una parola di affetto e mia suocera ha anche chiamato mia madre per insultarmi senza mai degnarsi di chiederle scusa ma neppure di richiamarla a distanza di 6 mesi. Dopo quella telefonata mia suocera ha avuto un malore, al cuore dice lei, cuore che le hanno trovato sanissimo. Intanto devo far finta di niente perché mio marito mi costringe a far accudire nostro figlio da sua madre per due giorni a settimana durante il mio lavoro. Gli altri 3 giorni frequenta il nido e io avrei voluto che non fosse accudito dai nonni. Mia suocera parla sempre di se stessa e del rapporto che ha con mio figlio, tutta la sua famiglia (si muovono in blocco) si vanta di quanto mio figlio stia bene con loro ed io sembro quasi una baby sitter di ripiego. Ho acucmulato un odio feroce nei confronti della famiglia di mio marito e quando sono in fase di sindrome premestruale non riesco a controllarmi, urlo parole ingiuriose nei confronti di mio marito e piango. Urlo anche cose molto brutte ma davvero non mi sento ascoltata da nessuno. Mi sento sola, terribilmente sola, abbandonata da tutti. Stiamo seguendo una psicoterapia di coppia ma ho dubbi sulla nostra dottoressa. Dopo mesi sembra non aver ancora inquadrato il problema, anzi attribuisce tutte le colpe a me che insulto mio marito. Dice di vedere ai nonni come una risorsa. Ma come faccio a considerare una risorsa gente che non stimo, che ha trattato me e la mia famiglia come nessun altro aveva mai fatto, che mi umilia giorno dopo giorno e si arroga il diritto di sostituirsi a me? Nessuno ha capito che ho un problema serio di esaurimento nervoso. A volte mi sento debolissima e non vedo soprattutto via d’uscita ad una situazione che mi ha rovinato la vita. Non avrei mai dovuto trasferirmi in questa maledetta casa. Mio marito non vuole saperne di acquistare una casa nostra perché non vuole fare un mutuo anche se i nostri stipendi sono abbastanza sicuri (lui in banca io in un Ente pubblico). Non ne vuole sapere di prendere una baby sitter e non affidarci sempre alla suocera che ogni giorno mi chiama x dirmi che devo andare a pranzo da loro o offrirmi cose che ha cucinato lei per noi e per mio figlio. Nonostante le abbia detto che per mio figlio cucino io. Continua a mandarmi roba cucinata da lei. Compra le magliette intime e l’abbigliamento per mio marito, gli integratori alimentari quando pensa che sia sottotono. Mio marito quest’inverno ha avuto la febbre un paio di volte e tutto il parentado mi ha chiamata con tono accusatorio per capire come mai sia potuto accadere. Ha 36 anni e non è assolutamente capace di tenere testa a nessuno è figlio e basta. Ogni volta che pretendo qualcosa per nostro figlio devo essere io a fare la voce grossa perché lui non lo fa mai con nessuno.E non ottengo che essere tacciata di maleducazione. Da una donna che ha detto a mia madre di non averle aperto la porta apposta quando è andata a trovarla per farle un dispetto. Sono disperata. Credo di avere dei problemi gravi perché sono arrivata a pensare che la mia vita sarebbe stata migliore se mio figlio non fosse mai nato: restavamo ad abitare lontano dalla strega, ci godevamo la gioventù, un lavoro e un gruppo di amici favoloso. Non ho più nulla di tutto ciò, solo dieci kg in più che non riesco a togliere perché mi consolo col cibo. La mia famiglia in quesot fa poco, mia mamma non è stata capace di rispondere male alla strega e per carattere è remissiva e paurosa e gli altri fanno la loro vita. Non vengono spesso a trovarmi perché sono un po’ pigri e pretendono che io vada spesso giù da loro anche se sanno che è molto stressante per me organizzarmi con il bambino una volta al mese. Non vorrei che mio figlio vedesse così poco la mia famiglia. Avrei voluto che fosse il contrario, che non vedesse mai la famiglia della strega. Ho perso del tutto la stima di mio marito. Ho bisogno di curarmi ho bisogno di stare per i fatti miei. Non ho mai fatto del male con urla o strattoni nei confronti del bambino ma quando sono tanto nervosa ho paura che possa accadere.Qualche volta l’ho pensato quando piangeva e vedevo che non mi voleva bene come al padre. Cerco di impegnarmi in ogni modo ma una madre nervosa è una madre pessima anche se ha cucinato sempre per suo figlio, anche se ha usato i pannolini lavabili e si è ammazzata pur di allattare. Aiuto. Non so cosa fare. Mi sento tanto sola e ho tanta paura. Vi prego di mantenere l’anonimato.

R: Carissima, dalle sue parole emerge una grande sofferenza, ma anche una grande risorsa, come la capacità di analizzare a fondo la situazione e le emozioni ad essa collegate. È importante che lei e suo marito vi siate mossi per un percorso di coppia. Perché non parla con lui di tutto questo, seriamente, prendendosi il suo tempo? Potrebbe anche parlarne meglio in terapia, spiegando il suo stato d’animo e i suoi dubbi. Trovi la forza di lottare con lui per la vostra famiglia, non chiudendosi nel ruolo di chi non viene capita o ascoltata. Provi a spiegarsi bene rispetto a tutti i suoi pensieri e si accerti che suo marito capisca bene cosa intende e cosa prova, per prendere le vostre decisioni insieme. Un caro saluto, Onda

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