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M. chiede:

Ipertiroidismo e depressione

D: Dopo gravidanza buona e parto spontaneo a termine, ho iniziato allattamento al seno, ma dopo un mese circa con il mio bimbo ho iniziato a stare malissimo: insonnia totale e incapacità di addormentarmi per giorni interi, agitazione, confusione, sudorazione esagerata. Ho poi scoperto (un po’ tardi) che la mia tiroidite autoimmune era diventata ipertiroidismo di Basedow e, visti i pianti frequenti e la disperazione assoluta che provavo, forse anche depressione (mai diagnosticata ufficialmente al centro di salute mentale, anche se mi hanno prescritto un farmaco, che io non ho preso perchè mi è sembrato fosse stato prescritto un po’ superficialmente). Un incubo, mi sembrava di vivere in una realtà parallela e provavo solo indifferenza e frustrazione anche verso il mio bimbo. Ho sospeso l’allattamento al 3 mese e iniziato una terapia per l’ipertiroidismo. Il bimbo ora ha un anno e io 36, sono in terapia per la tiroide e l’umore è migliorato, ma non sono più quella di prima e credo di essere ancora depressa, nonostante mi faccia aiutare molto per recuperare energia e sonno. Sono molto diffidente verso la psicoterapia e scottata da psicologi, neuropsichiatri e consultori che hanno applicato solo uno “schemino” al mio caso e non hanno capito la situazione. Può essere stato il mio ipertiroidismo in allattamento la causa anche dell’ingestibilità di mio figlio (nervoso, richiedente ecc.)? Vorrei capire quanto il mio stato d’animo sia legato alla situazione organica (tiroide) e quanto sia invece di natura psichica. Consigli? cerco medici che facciano diagnosi, magari anche scritte, e non parlino soltanto. Grazie mille.

R: Cara M., è  sempre molto difficile distinguere l’organico dallo psichico dato che questi sono spesso molto connessi e questa distinzione é ancora più difficile in situazioni di stress come nel suo caso. Tuttavia, se, come dice, ancora sente che qualcosa é diverso in lei rispetto al passato, la soluzione é rivolgersi ad uno psichiatra. Mi rendo conto che si possa sentire frenata dalle esperienze passate ma non sempre le esperienze sono tutte uguali ed é molto probabile che questa volta abbia un’esperienza diversa e piú positiva. Uno psichiatra potrà valutare con lei l’opportunitá  o meno di effettuare una terapia, soprattutto ora che la situazione é piú delineata perché é trascorso ormai un po’ di tempo dall’insorgenza dei sintomi. Cordiali saluti. ONDA

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