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In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

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F. chiede:

Il mio compagno non acccetta il mio malessere

D: Ho una bambina di 10 settimane e mi é stata diagnosticata la depressione post partum. Sono stata ricoverata 12 giorni in psichiatria e ora sono in cura con una terapeuta. In gravidanza avevo già avuto episodi di ansia (prima di rimanere incinta ho avuto due aborti spontanei e mi ero rivolta ad una terapeuta).
In occasione di questo episodio ho sentito la necessità di recuperare il rapporto con mia madre e le cose stanno andando bene. Il problema é il mio compagno che non accetta il fatto che loro aiutino e che io possa aver bisogno di loro. Lo comprendo perché mi sono lamentata per tanto tempo di loro ma con il parto ho avuto il forte desiderio di riavvicinarmi a loro.
Ora é la nostra coppia in forte crisi per questo nuovo equilibrio e non so cosa fare.
Di positivo é che rispetto all’inizio della depressione voglio bene a mia figlia e non ho più pensieri di allontanarmi da lei.
Cosa posso fare? Ho già avuto la depressione in passato e ne sono sempre uscita ma qui ho grosse difficoltà di dialogo con il mio compagno che non acccetta il mio malessere.

R: Cara F., la scelta di farsi seguire da un terapeuta è decisamente la scelta migliore, soprattutto per le difficoltà che stai affrontando e soprattutto per tutte le normali difficoltà che il diventare madre porta con sè. La nascita di un figlio, oltre a modificare le aspettative e le esigenze di una donna e di un uomo, comporta significative trasformazioni all’interno della coppia. Un motivo di contrasto all’interno della coppia è frequentemente legato alla maggiore presenza dei nonni e in particolare della nonna materna che spesso e volentieri viene vista come invadente dal marito. È importante, però, considerare che la presenza di una figura femminile che assista la madre nelle cure del bambino sia indispensabile. Per tale motivo il mio consiglio è di dialogare il più possibile con tuo marito proprio per permettergli di capire quanto sia necessaria questa presenza all’interno della famiglia e ancor di più all’interno della vostra coppia, soprattutto per permettervi anche di riappropriarvi di momenti che sono solo vostri. Potresti inoltre prendere in considerazione l’idea di far incontrare tuo marito con il tuo terapeuta, affinchè possa rendersi più consapevole delle tue esigenze senza sentirsi prevaricato e messo da parte. Cari saluti, Onda.

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