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In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

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M. chiede:

Ho paura che un domani non mi voglia bene

D: Buonasera, vi scrivo perché sento il bisogno di avere assistenza psicologica. Ho 26 anni sono fidanzata con il mio compagno, con il quale ho avuto una bellissima bimba. La mia gravidanza è stata perfetta, nessun malessere. Ho dovuto fare il cesareo in quanto mia figlia era podalica. All’inizio non l’avevo presa bene per niente ma poi ho dovuto accettarlo. Una volta nata ero felice… cominciai ad attaccarla al seno ma niente, avevo poco capezzolo e pochissimo latte. Sono andata avanti per 2 mesi scarsi con il tiralatte, dopodiché sono dovuta passare al latte artificiale, e anche questo ho dovuto accettarlo. Per me allattarla al seno era molto importante, invece ci restai male perché avevo la sensazione che mia figlia fosse lontana da me, distaccata. Ho preso come un fallimento sia il cesareo sia l’allattamento con l’artificiale…fin dall’inizio è stata una bimba col pianto facile. I primi 4 mesi di vita piangeva sempre sempre durante il giorno. Adesso ha compiuto un anno e ho ricominciato ad andare al lavoro (per me è la mia salvezza). Mi sento in colpa a dirlo, la adoro perchè è mia figlia ma a volte quando devo stare con lei tutto il giorno mi viene l’ansia, sono nervosa perchè lei ha sempre il pianto facile, non posso fare niente tranne stare per terra con lei e forse smette. Deve essere sempre considerata, durante il giorno non dorme tanto e la sera va a letto tardi. Io mi sento incapace e impaziente, certe volte cerco di starle lontana, se ho magari mia mamma o mio padre che me la può guardare non esito un attimo a cederla…. ho paura di farle male quando piange sempre. Mi arrabbio quando finisce di fare il pisolo pomeridiano. Mi arrabbio alla mattina se si sveglia prima del solito. Ho paura di metterle paura di stare con me, ho paura che cresca con la “rabbia” che forse le trasmetto. Ho paura che un domani non mi voglia bene perché da piccola la allontanavo. Non so, a volte penso che non merito di essere mamma. Vi prego, aiutatemi psicologicamente ne ho bisogno.

R: Cara M., la maternità trascina con sè una vasta gamma di sentimenti ed emozioni che possono risultare del tutto ambivalenti. È importante sapere che anche l’aggressività è una componente dell’amore materno e che le componenti aggressive devono essere controllate dalla ragione e temperate dalla corrente di tenerezza che caratterizza l’istinto genitoriale; solo in questo modo si può imparare ad accettarle ed elaborarle senza doversi sentire sempre in colpa. Dal canto suo, un bambino ha bisogno di un amore materno che sia autentico, che sappia esprimere nel modo più positivo anche le pulsioni aggressive, senza reprimerle o mascherarle. Questo gli serve per capire che l’aggressività non è necessariamente qualcosa di “brutto” o di “cattivo”, ma che una componente di odio faccia parte dell’amore. Oltre a ciò, il sostegno e l’aiuto da parte di altre persone significative, come i nonni, è fondamentale, soprattutto quando si riprende a lavorare e si cerca di riappropriarsi di alcuni aspetti della vita precedente. In conclusione, se questi sentimenti aggressivi dovessero prendere il sopravvento e farti perdere di vista la tua tenerezza materna, non esitare a chiedere aiuto attraverso un sostegno psicologico. Cari saluti, Onda.

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