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In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

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N. chiede:

Lei rifiuta ogni aiuto

D: Salve, mi chiamo N. e sono babbo di 2 gemelline. Da poco siamo tornati a casa tutti insieme ma ho notato che la mia compagna ha delle difficoltà ad accettare gli aiuti esterni. Con 2 gemelli è impossibile non farsi aiutare (non solo, credo che sia anche bello condividere queste bellissime creaturine con i nonni). Io lavoro tutto il giorno e lei è sola a casa. Quando cerco di organizzare le giornate in modo tale che qualcuno pulisca in casa o qualcun altro prepari da mangiare e così via, lei sembra sempre indispettita e si chiude in se stessa, tendendo sempre a far capire che le scoccia avere gente che le gira intorno.
Insomma, l’aiuto se lo lascia dare ma solo a piccole dosi e alle sue condizioni (assolutamente non sufficienti).
Sono un po’ preoccupato perché anche se non sembra, non vorrei che soffrisse di depressione post partum. Mi sono un po’ informato e forse i sintomi non corrispondono perché lei non è né triste né arrabbiata o svogliata. Ha semplicemente questo rifiuto irrazionale verso gli aiuti esterni.
Mi date un consiglio?

R: Gentile N., ti ringrazio di aver condiviso un tema così delicato e apparentemente poco diffuso come i vissuti della figura paterna. Devo confessarti però che le informazioni che hai fornito sarebbero da approfondire, cercando soprattutto di valutare l’eventuale gravità della situazione. La cosa da riconoscere è che, specialmente con due gemelli, una mamma necessita di essere aiutata non solo nella gestione dei figli e in quella dalla casa, ma deve anche essere supportata psicologicamente dai propri familiari. Devi però valutare attentamente se la situazione le stia sfuggendo di mano, compromettendo realmente le normali cure materne o se invece si tratti di una tua personale preoccupazione. Il mio consiglio, pertanto, è quello di monitorare ancora un po’ la situazione, non imponendole aiuti che le potrebbero risultare invadenti ma aspettare che sia lei a riconoscere di averne bisogno. Se però questo non dovesse capitare e le condizioni dovessero aggravarsi, non esitate a rivolgervi ad un professionista della salute mentale per trovare insieme una migliore gestione. Cari saluti, Onda.

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