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D. chiede:

Crisi di pianto

D: Sono la mamma di un bimbo di quasi tre mesi, appena nato per qualche problemino è duvuto rimanete una decina di giorni in ospedale dove il personale, molto gentile, mi ha tolto tanti dubbi e paure sul gestire fisicamente mio figlio. Tornati a casa ho passato una fase in cui, mio marito, mi diceva che ero troppo ospedalizzata, nel senso che non riuscivo a godermi i momenti con il piccolo. Sembravo una macchinetta, piangeva, lo cambiavo, lo allattavo e lo mettevo a dormire. Piano piano è andata meglio, mi sono sciolta ma, specialmente la mattina, ho crisi di pianto… quando mio marito va a lavoro mi sento ferita, triste e arrabbiata perché io invece rimango a casa a prendermi cura di lui. Mi sento in colpa perché non riesco a stare dietro alle faccende di casa e se mi ci metto ho paura di togliere tempo a mio figlio, cosa che non voglio fare per una casa super lucida. Con lui sto bene, quando mi guarda e ride mi sento morire ma lo reprimo… Dentro di me sento di avere due donne, una che vorrebbe fregarsene di tutto e godersi questi momenti che non torneranno più, l’altra che sente addosso il peso della responsabilità di dover essere quello che magari altri si aspettano. È la storia della mia vita, viaggio col freno a mano tirato..

R: Cara D., i sentimenti e le paure che stai sperimentando in questo momento sono frequentemente condivisi dalle neomamme, maggiormente se si sono verificate complicanze nel periodo perinatale in generale. In una fase, di per sè già così delicata, anche la minima difficoltà può condurre allo scoraggiamento. Probabilmente le problematiche che ha incontrato tuo figlio alla nascita ti hanno spaventata rendendoti più apprensiva della tua normale consuetudine.

Ora che, a tuo dire, la situazione è in via di miglioramento, ti consiglierei, se ti è possibile, di cercare sollievo nei familiari o in una tata, almeno da permetterti così di poterti dedicare, anche per poche ore, a te stessa, recuperando così energia e la gioia di essere mamm e moglie. Mi raccomando, però, se la situazione dovesse risultarti insostenibile, non esitare a rivolgerti ad un professionista della salute mentale. Cari saluti, Onda.

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