l\'esperto risponde
In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

fai la tua domanda
E. chiede:

Mancanza di lavoro e ripercussioni su mia figlia

D: Buongiorno, la mia gravidanza è stata una gravidanza felice e quando mia figlia è nata la gioia era immensa anche se i momenti iniziali molto difficili.
Mi sono resa conto poco tempo fa di essere andata avanti i primi 12 mesi di vita come un carroarmato e in questi ultimi 8 mesi mi sono resa conto di tutte le paure e i problemi che mi sono tenuta dentro in questi 18 mesi.

Prima di tutto io e mio marito non avevamo nessuno che ci potesse aiutare perchè i nostri genitori abitavano a 70 km di distanza e anche mio marito per lavoro era distante 70 km da noi. Io ero completamente sola con la mia bambina, anche il semplice andare in farmacia richiedeva che io mi portassi a dietro la bambina. Questa mancanza di aiuti ha creato tanti problemi (anche se nel momento non me ne rendevo conto), tra cui il più grande per me: “come farò quando tornerò al lavoro?” dovrò lasciare 9 ore al giorno mia figlia al nido? e quando si ammalerà?” lì sono iniziati i primi problemi anche se io non me ne rendevo conto: incapacità di concentrarmi, una disorganizzazione pazzesca che ancora adesso non riesco a giustificarmi ( sono sempre stata molto organizzata) e le prime paure: paura ad uscire e iniziare a pensare: “forse è meglio se sto in casa”. Non capivo perchè da persona combattiva ero diventata remissiva, mi dicevo che era la stanchezza ma forse ora mi rendo conto che è qualcosa di più complesso.

Iniziammo a pensare di ritornare nella nostra città d’origine, visto che mio marito lavorava lì, così potevamo avere tutti gli aiuti da nonni e zii con la bambina. Io dovevo decidere se tornare a lavoro e farmi 140 km al giorno (riversando gran parte dei miei guadagni in benzina e autostrada) o lasciare il lavoro e trovarne uno più vicino alla nuova casa. Decisi di lasciare il lavoro.

Ero serena della mia decisione anche perchè la situazione al lavoro non era facile, ma dopo poco i primi pensieri:
“ho sbagliato tutto, ho lasciato un lavoro che mi piaceva, non troverò più un lavoro del genere, un lavoro per quello che ho studiato e faticato”.

Inizio a cercare lavoro, ma ovviamente colloqui e tutto il resto vanno male (soprattutto perchè vorrei o un orario ridotto tipo 30 ore non 40 oppure la possibilità di lavorare qualche giorno da remoto).
Mi sento profondamente insicura e forse questo traspare.
“inizio a pensare di non essere tanto brava nel mio lavoro, di aver perso per sempre la mia opportunità, che infondo sono una fallita, ho fallito nel mio lavoro e ora non c’è più nulla per me.” senza contare che ovviamente la precarietà economica non mi aiuta certo a stare serena.

Decido di rimettermi a studiare per mio conto per rimettermi un po’ in gioco e più appetibile nel mondo del lavoro (sono una graphic designer e ho cercato di spostarmi più sul web). Una fatica pazzesca, la disorganizzazione ormai è cronica. Voglio organizzarmi ma non ci riesco e non capisco perchè! all’università ero il mago dell’organizzazione! lavoravo e studiavo perciò dovevo esserlo per forza! perchè ora non ci riesco? Inizio a sentirmi sempre stanca, anche appena sveglia, anzi vorrei non svegliarmi, ma il dovere di mamma mi chiama. Inizio a non voler uscire di casa perchè sto male fuori e inizio a dirmi: ” io sono qua fuori mentre tutti lavorano” e questo mi fa stare malissimo. Vorrei stare a dieta ma non ci riesco, vorrei camminare ma non ci riesco e in tutto questo sono anche iniziati i primi problemi fisici che mi sono resa conto essere psicosomatici perchè sono andata 3 giorni al mare e non avevo assolutamente più nulla.

Amo profondamente mia figlia, e credetemi è la gioia più grande della mia vita! si dice che non c’è amore più grande di una mamma per il proprio figlio e posso dire che è la verità, ma questo mio star male sento che non mi permette di godermi la mia bambina, a volte mi trascino nel fare le cose.

Ho il pensiero fisso del lavoro e ovviamente i pensieri non sono mai positivi.
Mi sono accorta che qualche volta ho pensato che se non ci fossi sarebbe tutto molto meglio e i problemi non ci sarebbero più, ma cerco di cacciarli via all’istante pensando che è un brutto momento ma passerà .per fortuna penso che la vita sia sacra e come tale va rispettata, anche se si sta molto male.

Vi scrivo per chiedervi un aiuto un consiglio a cui aggrapparmi perchè i giorni stanno diventando sempre più difficili.
Grazie mille

R: Cara E., la nascita di un figlio costringe inevitabilmente a fare dei cambiamenti di vita e soprattutto di priorità. Il periodo di adattamento al nuovo ruolo di mamma richiede tempo e pazienza. Al tempo d’oggi, però, e specialmente nella nostra società, le mamme lavoratrici sono molte. Sicuramente coinciliare le due cose richiede molta energia e molti sacrifici, però è possibile trovare soluzioni che permettano di coltivare entrambe le cose nel migliore dei modi. Ora che sei tornata a vivere vicino ai tuoi familiari puoi contare sul loro appoggio, permettendoti così di dedicare del tempo a te stessa e alle tue passioni. Inoltre hai ancora un’età che ti consente di rimetterti in gioco senza particolari difficoltà. Tuttavia, ritengo inoltre opportuno che alcuni dei tuoi vissuti attuali debbano essere ascoltati ed approfonditi attraverso qualche colloquio psicologico per permetterti così di acquisire consapevolezza e fiducia. Cari saluti, Onda.

Vota:
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
Caricamento ... Caricamento ...
top
IL FORUM


Condividi con la nostra community di mamme i tuoi problemi!

TROVA AIUTO

Seleziona la tua regione: