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In questa sezione potete rivolgere le vostre domande a vari specialisti. Le risposte saranno pubbliche, ma garantiremo l´anonimato cambiando nomi e situazioni. Le risposte complete degli specialisti arriveranno anche direttamente a voi nella vostra casella mail.

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A. chiede:

Tanti dubbi

D: Buongiorno. Premetto che ho avuto un parto prematuro, la mia bimba è nata di 30 settimane e siamo stati in ospedale per circa 70 gg. Lei sta bene è la mia gioia ma quando son rientrata a casa avevo molta paura ad occuparmi di lei temevo di non riuscire a farla crescere, poi non fu così ma in un momento idilliaco ho avuto la classica paura di far del male e da lì mi son chiusa per circa un mese poi ho parlato con mio marito e mia sorella e piano piano son andata avanti. Poi mi è arrivata la paura di perdere mio marito per colpa mia, cosa che mi era successa già quasi dieci anni fa quando stetti sei mesi senza vederlo. Poi andò tutto bene. Ora qualsiasi pensiero strano mi venga ho paura che mi torni in mente. Abito in un paese non mio e la nascita di mia figlia è avvenuta dai miei fuori regione per cui son stata obbligata a stare da loro per parecchio tempo quindi quando son tornata a casa ho dovuto riambientarmi. Premetto che mio marito lavora fuori e passo la maggior parte del tempo sola con mia figlia. Il lavoro ancora non lo riprendo è una libera professione.

R: Cara A., generalmente la nascita prematura tende a rendere i nuovi genitori più apprensivi   nei confronti del figlio, come se corresse sempre qualche rischio in più rispetto algi altri bambini. Può capitare che dopo la prima ondata di felicità in alcuni genitori affiori a volte anche un vago, imprecisato senso di colpa. Specialmente nella madre che potrebbe sentirsi in qualche modo “colpevole” pensando di non essere stata in grado di adempiere alla funzione materna fino al termine della gestazione. In aggiunta, bisogna tenere in considerazione, però, che le vicissitudini verificatesi dopo il parto, e i frequenti momenti di solitudine, possano aver influito negativamente, conducendoti così, ad una condizione di fragilità e vulnerabilità. Ti consiglierei pertanto, di considerare l’idea di fare qualche colloquio psicologico supportivo per permetterti, così, di riacquistare fiducia sia come madre, ma soprattuto anche come moglie. Cari saluti, Onda.

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