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Attacchi di panico…in ritardo

D:Buongiorno. Ho un bambino meraviglioso di quasi 6 mesi. Da quando lui ha compiuto i 4 mesi sono rientrata a lavorare 40 ore a settimana (sono collaboratrice non dipendente e non ho l’allattamento). Inizialmente tutto è andato bene ma da un paio di settimane non sto bene. Anche prima di rimanere incinta ho avuto qualche attacco di panico dovuto alla nausea…ho paura di vomitare e se sento che non sto bene di stomaco vado in panico. Ora questa cosa è peggiorata: ogni volta che si avvicina l’ora di pranzo/cena/colazione mi sale il panico, non mangio perchè ho paura di stare male, mi chiudo in me, vorrei solo andare a letto e farmi piccola piccola, piango e non sò perchè, non riesco a controllarlo. Ho paura a stare sola col bimbo perchè non ho forza, mi sento debole, non ho appetito…non riesco a fare la mamma e questo mi distrugge. Ho tutto quello che ho sempre desiderato: un compagno magnifico, un bimbo stupendo e perchè ora sto così? E sorpattutto: perchè non riesco a combatterlo? Non riesco a trovare la leva che mi faccia reagire…quando sento che inizio a stare male mi sudano le mani, non tengo il mio bimbo, smetto di parlare, respiro male…vorrei solo ranicchiarmi nel letto e dormire… Come faccio a reagire? Cerco di concentrarmi sul mio bimbo, mi ripeto che non ho nulla ma è come se nella mia testa avessi due persone…e prende il sopravvento quella che sta male Ho iniziato a prendere le gocce di bach e mi calmano ma la mia testa è sempre sui quei pensieri…non riesco a distorgliela…. Come è possibile che dopo tanti mesi mi ritrovo a stare così…..Potete aiutarmi?
R: Cara Daniela, come racconta, la paura legata agli attacchi di panico ha radici precedenti la gravidanza e probabilmente si é riattivata ora, all’occasione del rientro al lavoro full time. Non é facile conciliare la nuova condizione di madre con quella di donna lavoratrice. Forse sono queste “le due persone” che si combattono dentro di lei, alla ricerca di un nuovo sano equilibrio. Servirà tempo perché questo si realizzi, ma nel frattempo può lavorare su questo malessere attraverso una psicoterapia, che le permetterà di fare i conti con il suo modo di affrontare i cambiamenti. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna

17 Luglio 2014

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