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Avere un bimbo prematuro

D: Salve, ho un bambino di 3 mesi e a breve dovrei rientrare a lavoro. Il bambino è nato prematuro a 33 sett. Il bambino è molto sereno e buono solo se sta con me e questo problema si verifica soprattutto nel momento della poppata…con i nonni e anche con il padre di mangiare non ne vuole sapere. Il problema è che i miei suoceri non si impegnano neanche un po’ a farlo mangiare, nel momento della poppata anzichè incitarlo a mangiare ci giocano e tendono a cambiare le sue abitudini. Quando lascio il bambino con loro lo ritrovo che è in uno stato di malessere totale. Inoltre il bambino se non mangia la sua quantità di latte giornaliera tende soprattutto a perdere peso e al pediatra questa cosa non la consiglia data la nascita prematura del piccolo. Purtroppo i miei genitori li ho lontani e l’unica mia possibilità è lasciarli ai miei suoceri, ma io non sto per nulla serena. Tengo a precisare inoltre che il bambino è un’angelo, è sereno, è autonomo nel dormire e credo che questo sia dovuto al fatto che io rispetto le sue abitudini, i suoi orari e al pensiero di sconvolgerlo anche un po’ mi fa stare malissimo come anche il fatto che il bambino mangi senza di me mi dà l’idea che non cresca come dovrebbe  e mi sento ancora peggio…è un bambino prematuro, ho messo tutto il mio amore e le mie forze per farlo crescere bene e sereno fino ad ora…come posso fare???
R: Credo sia importante che lei parli con i suoi suoceri di come si sente e di quali ritiene siano i bisogni del bambino. E’ lei la mamma e nessuno meglio di lei, nei primi mesi di vita, é in grado di capire quali sono i bisogni del bambino. Per questo motivo, é importante che lei parli chiaramente con i suoi suoceri, magari facendosi aiutare da suo marito, di cosa ritiene e desidera che il bambino faccia in sua assenza, citando anche le indicazioni del pediatra. A volte i nonni hanno le proprie specifiche modalità di rapportarsi ai bambini, modalità che possono essere diverse dalle nostre. Spesso non sono modalità sbagliate ma semplicemente diverse. Se però non le condividiamo, é importante parlarne e confrontarsi per arrivare ad un accordo. Vedrà che comunque le cose andranno meglio nei prossimi mesi, quando il bambino sarà un po’ più grande e quando quindi anche lei sarà un po’ più tranquilla rispetto alla sua crescita. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

18 Febbraio 2014

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