Gravidanzal'esperto risponde

Dubbi e gravidanza

D: Sono alla 19 esima settimana di gravidanza e cosa posso dire? E’ un inferno: gente che ti misura e tocca la pancia, persone a non finire che criticano qualunque cosa fai, parenti che non fanno altro che parlare del tuo peso, delle tue misure, di come ingrasserai a non finire. E quando come oggi ti chiudi in casa e eviti il mondo esterno dando un taglio a quelle voci fastidiose ci sei comunque tu alle prese con mille preoccupazioni: l’aspetto fisico che cambia, la salute del bambino, il futuro del tuo rapporto di coppia. Non ho mai avuto un gran istinto materno, anzi, siamo sinceri, non ho mai voluto figli se si esclude quella vocina lontana che, guardando la coppia dall’esterno, riteneva sensata una successione di sangue ad impedire agli anni di farci ritrovare vecchi, delusi e soli. Poi anni di relazione e un compagno certamente piu’ desideroso di me di avere un figlio hanno fatto il resto. Il nostro bambino e’ stato quindi cercato ma il mio cervello vorrebbe tornare alla pace di prima per poi andare in tilt ogni volta che un minimo sintomo mi fa pensare che qualcosa non stia procedendo bene nella gravidanza. Ho provato a condividere con il mio compagno questi ”malesseri” ma per lui sono una donna incinta con gli ormoni impazziti, solo quando le preoccupazioni vertono sulla salute del feto allora scatta il panico e l’unica cosa che riescie a dirmi è ”senti il medico”. Per il resto devo solo aver pazienza e accettare quello che capita a quasi ogni donna nel corso di una vita. E’ vero, ci passano tutte, ma io sono al mondo da 34 anni e questa è la prima volta che vivo qualcosa di simile e per me non e’ affatto scontato stare bene in questa condizione. Penso che l’unica cosa sensata da fare sia rivolgermi ad un esperto ed entrare in terapia, solo non e’ facile ammettere alla famiglia (e in particolare ad un futuro papà fiducioso nelle capicità della sua compagna) e a se stessi che già fin da ora si è un completo disastro nel ruolo di madre. Mia figlio deve ancora nascere e io sono già ridotta al punto di dovermi rivolgere ad un professionista che metta ordine nel mio cervello incasinato. Se avete consigli li accetto piu’ che volentieri. Grazie.
R: Carissima, a differenza di quello che pensa di sé, è molto apprezzabile l’ammettere di avere delle difficoltà che gran parte delle donne vivono rispetto alla maternità. E’ segno di una consapevolezza e capacità riflessiva di cui una futura mamma ha bisogno per relazionarsi al meglio con il proprio figlio. Oggi le donne possono ammettere di vivere emozioni ambivalenti rispetto alla maternità, anche se spesso vivono in solitudine questi sentimenti, per paura del giudizio, per l’immagine ideale che viene associata all’essere mamma e per l’insieme di complesse relazioni familiari, spesso fonte di disagio. Dalle sue parole, sembra alla ricerca di una identità tutta da costruire e questo è molto positivo per il nascituro: più sarà serena rispetto ai cambiamenti che sta vivendo, più entrerà in contatto con lui. Per questo, è molto importante iniziare un percorso di psicoterapia. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

3 Dicembre 2014

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