Post Partuml'esperto risponde

La depressione post partum può manifestarsi in ritardo?

D: Sono mamma di una bimba di 20 mesi, molto sveglia, intelligente e vivace. Subito dopo il parto ho avuto la classica settimana di pianto dovuta al calo ormonale. Durante i primi mesi, mi sentivo una madre competente e capace, seppur affaticata dalla nuova vita e con pochi aiuti (ma anche da parte mia incapacità a chedere di essere aiutata di più). Ora, da qualche mese, la situazione è precipitata, non trovo più la mia identità, mi sento incapace di gestire la bambina, mi sembra che tutti facciano tutto meglio di me e questo mi genera senso di inadeguatezza e di colpa.
Quando posso riposarmi un po’, trovo un po’ di sollievo, ma è di breve durata. Vorrei scappare via, in realtà non so mai cosa voglio, sembra non ci sia niente che possa farmi stare meglio. Io ero una persona che dava sostegno a tutti, forte, sempre ottimista, cosa mi succede? E’ possibile che la depressione post-partum si manifesti così tardi? Grazie in anticipo.
R: Cara Anna, trascorso il primo anno di vita del bambino, non si parla più di depressione post-partum. Esistono comunque altre forme di disagio che possono insorgere più avanti nel tempo, forme che possono essere l’esito di una precedente depressione post-partum non trattata  oppure no. Nel suo caso, da quello che racconta, sembra che fino ad ora lei sia stata relativamente bene a parte una stanchezza “normale” legata all’accudimento del bambino. Forse proprio questa stanchezza accumulata e l’incapacità, come lei stessa riferisce, di chiedere aiuto agli altri, ora, a distanza di tempo, fanno in qualche modo sentire i loro effettivi negativi.
Cerchi di riposarsi il più possibile (dato che lei stessa ne riconosce i benefici) e faccia in modo di ritagliarsi degli spazi di vita personale non legati alla cura del bambino. E’, infatti, di fondamentale importanza che una madre non annulli del tutto la sua vita precedente ma possa continuare a mantenere interessi e svaghi che la facevano stare bene prima. Ciò le consente di recuperare risorse che possono essere poi essere destinate alla relazione con il proprio bambino.
Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.

2 Aprile 2012

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