D: Buonasera. Mi chiamo Sara ed ho una bambina di 15 mesi. Sento costantemente un peso insostenibile nel cuore, nello stomaco, nella testa. Amo mia figlia, l’ho voluta tantissimo, ma spesso mi succede di scoppiare in pianti improvvisi difficili da frenare. Mi paragono ad una pentola a pressione, prima o poi scoppio. Vorrei scappare lontano ma anche no, perché so che non riuscirei a stare senza mio marito e la bimba. Vorrei trovare un nuovo lavoro ma anche no per curare Arianna in tutto e per tutto. Vorrei poter uscire da sola ma anche no perché non riesco a lasciare Arianna a nessuno. Vivo nella piu totale confusione. Ho chiesto aiuto in varie forme ma purtroppo i miei genitori e fratello sono lontani e comunque mi sentirei giudicata. Gli amici continuano la loro vita da fidanzatini e se ne strafregano per come la vedo io. Mio marito mi comprende a tratti. La verità è che mi sento sola, molto sola, ma perché sono sola per davvero, fisicamente e mentalmente, tutto il giorno, io e Arianna, fino al rientro di mio marito a tarda sera.Vorrei superare questo momento, lo vorrei con tutto il cuore… è l’unica cosa che desidero ora. grazie di tutto. Sara.

R: Cara Sara, non sempre la maternità, anche se desiderata e ricercata, porta con sè solo gioia, soprattutto nei casi come il suo in cui effettivamente ci si trova soli. Soli con tante cose da fare e tante responsabilità. Le consiglio di cercare degli spazi per lei e per la coppia, senza sentirsi in colpa perché lascia la bimba a qualcuno, questo serve ad evitare che la pentola “scoppi”. Avere un bambino non significa annullarsi come donna ma crescere con un nuovo ruolo a cui ci si deve adattare con tanta pazienza. Credo poi che l’aiuto e la comprensione vadano cercati in un professionista, questo la aiuterebbe di certo a superare con meno fatica questo momento difficile. Cordialmente, A. Bramante

10 Dicembre 2010

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