Post Partuml'esperto risponde

Non riesco a stare molto tempo con mio figlio

D: Buonasera, sono madre di un bimbo  di tre anni, dopo la sua  nascita, per i primi tre mesi, sono stata pervasa da una forte stanchezza , causa notti perse, da molta malinconia e da tantissime paure. Questo non mi ha abbattuto perché poco tempo dopo ho riscontrato una bella soddisfazione nel vedere che mio figlio che  stava acquisendo i giusti ritmi e che stava crescendo sano. Fino a quando non ho ripreso gli studi, lui aveva 4 mesi, stavo fuori 10 ore al giorno, inizialmente tornavo a casa per la pausa a pranzo, per l’allattamento ma  poi questo ritmo era troppo faticoso e ho cessato tale abitudine. A questo si sono  sommati i 10 mesi di insonnia, gli esami, il tirocinio e  le lezioni. Ho perso la lucidità ed ho cominciato  a rinnegare questa maternità, poi ho cominciato  a prendermela con il mio compagno accusandolo di avermi  rovinato la vita. Con mio figlio anche, ma in misura minore, più  che altro  sono  poco  paziente  con  lui e cerco di  starci  meno tempo possibile. La cosa che più mi spaventa di me stessa è quando inveisco contro il mio compagno, non demordo, è  capitato che io mi  sia  fatta  docce  fredde d’inverno, che mi sia ferita, che  abbia  picchiato il mio compagno. La condizione che mi accompagna da tre anni a questa parte è l’estrema stanchezza. Circa due anni  fa mi  sono  rivolta  ad una  psicoterapeuta e ad una psichiatra, entrambi  i trattamenti si sono rivelati nocivi per me, per questo faccio fatica ad accogliere la possibilità di farmi seguire da un professionista. Sto cercando con tutte le mie forze di  uscire da questa  situazione, non mi sono mai  arresa, mi sto per laureare e le cose tra me  ed il mio compagno  stanno  migliorando. La cosa  che  non riesco  a capire è  se amo mio figlio come  deve amarlo  una  madre oppure no. Non riesco a stare con lui per più  di  tre ore  al giorno. Quando  ci  sto insieme mi  sento inutile e mi viene una  morsa allo stomaco, come se fossi privata della mia libertà . Eppure non  mancano momenti in cui sono  affettuosa con  lui, mi preoccupo per  la  sua  salute, cioè cosa mangia, come vestirlo per non fargli prendere freddo. Anche il gioco con lui è limitato, giochiamo 10 minuti poi mi stanco, la sera sta un po’ nel letto con me poi torna da suo  padre in cucina. A me  basta cosi e dargli di  più la vivrei  come una grande  sofferenza. Vorrei  capire se questo malessere , che ho riscontrato dopo il parto , sia una potenziale  depressione. Chiedo  scusa se mi  sono  dilungata e vi  ringrazio  per l’ascolto
R: Cara K., la condizione che descrivi risulta essere complessa e particolarmente delicata. Dalle tue parole è possibile percepire sofferenza, ma soprattutto tanta rabbia ed è importante riconoscere che tali vissuti non solo interferiscono sulla tua qualità di vita, ma influiscono soprattutto sul tuo bambino in quanto inevitabilmente percepisce e assorbe i sentimenti della sua mamma. Per tale motivo, ti consiglierei di darti un’altra possibilità contattando un altro specialista della salute mentale, specialmente per non dover affrontare tutto da sola. Cari saluti, Onda.

13 Novembre 2017

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