Post Partuml'esperto risponde

Ansia post-gravidanza: sentirsi di nuovo "a posto"

Sono mamma di una una bambina di 5 mesi stupenda, amata e desiderata. Io ho 31 anni, sono rimasta incinta al primo tentativo ed ho avuto una gravidanza e un parto tranquilli. La bambina si è subito attaccata al seno ed è tuttora allattata esclusivamente con latte materno. E’ una bambina in salute, sorridente e dolcissima. Io, invece, ho iniziato a sentirmi un po’ stanca, la bambina si sveglia sempre almeno 2 volte a notte per mangiare e questo mi rende un po’ giù di tono. Nell’ultimo mese ho l’impressione di vedere tutto con estremo pessimismo. Sto perdendo tanti capelli e, nonostante tutti mi dicono che sia normale, io non riesco a non pensarci e talvolta non mi senta “in ordine” per uscire e resto in casa. Di tutto questo ne parlo con mio marito, lui per carattere è abbastanza duro, mi dice che questi non sono problemi, che devo agire diversamente, ecc. So che lui lo fa per scuotermi e farmi reagire ma va a finire spesso che io piango, perchè in quei momenti desidero solo un  abbraccio o in una carezza e invece ottengo solo una ramanzina. Nell’ultima nostra discussione abbiamo pensato che tutto questo possa essere l’inizio di una depressione post parto. Che ne dite? Io voglio più di ogni altra cosa al mondo il bene della nostra bambina evorrei risolvere questa situazione. Sono combattuta tra la convinzione che una brava mamma non debba pensare a determinate sciocchezze (i capelli, il proprio aspetto, ecc) e il desiderio di essere una mamma si senta bene con sè stessa.
Cara Silvia, la sua descrizione non fa tanto pensare all’inizio di una depressione postpartum, quanto ad un quadro fisiologico rispetto all’adattamento alla maternità. Nella normalità, affrontare la nascita di un figlio può comportare a volte un cambiamento nel tono dell’umore, una preoccupazione rispetto al proprio corpo e alla ripresa della propria bellezza precedente alla gravidanza, una modificazione della relazione con il proprio partner. Se mai, le sue parole potrebbero andare nella linea di una modalità ansiosa più che depressiva. Continui, insieme a suo marito, a monitorare questi suoi vissuti e qualora avvertisse un peggioramento di questa modalità (per esempio l’ansia potrebbe diventare costante e riguardare molti aspetti della sua vita), allora potrà pensare di rivolgersi ad uno psicologo per chiarire la gravità della sua sofferenza e intervenire di conseguenza per riprendere il proprio benessere personale. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna.

8 Ottobre 2013

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