l'esperto rispondePost Partum

Sono una mamma inadeguata…e me ne vado.

D: Sono una ragazza di 26 anni e ho avuto mio figlio il 21 settembre 2013. Vorrei sapere da voi se la depressione post partum può essere innescata anche da problematiche che non riguardano direttamente le solite sensazioni legate alla nascita del bimbo e al cambio del ritmo di vita. Ho dei seri problemi economici e il rapporto con il mio compagno (che invece è una persona agiata) è arrivato ad un punto davvero penoso viviamo insieme da 3 anni ma non mi tratta come una compagna e mi sento economicamente un peso. Mio figlio  dovrebbe essere   per me la gioia più grande e in realtà mi fa solo moltissima tenerezza perchè credo si meriti una madre migliore, che possa comprargli di tasca sua un regalo, i pannolini, il latte, e merita un amore fra i genitori sano e concreto, e tante altre cose che non ci sono. Sto pensando di sparire, se avessi i soldi per assicurargli un posto caldo, cibo e tutte le cure di cui ha bisogno lo porterei con me, ma non essendo così sono costretta a lasciarlo con il papà. Mi dispiace pensare di non vederlo più, non vederlo crescere, sentirlo parlare, ma per lui forse sarebbe meglio crescere senza una madre inadeguata. Non sono stata capace di crearmi un’indipendenza ne un futuro facendo solo scelte sbagliate ed anche ai miei genitori ho dato solo delusioni. Credo che levarmi di mezzo sia sempre di più la scelta più giusta e che non sia solo un momento di depressione. Anche se lo amo tanto, crescere senza mamma penso sia con una che è fallita e buona  nulla.
R: Credo che lei sappia meglio di me che ció che rende una mamma “buona”: non é la sua disponibilitá economica e il livello di agiatezza con cui é in grado di far vivere il propio bambino. Al contrario, come ripeto sono sicura che lei sa molto bene, ció che rende una mamma tale é la sua disponibilitá a rispondere ai bisogni del proprio piccolo, la sua capacitá di comprenderlo, di accoglierlo quando sta male e quando ha bisogno di aiuto e il suo essere presente per lui con la mente e con il corpo. Questo vale ovviamente per entrambi i genitori, quindi anche per il papá. Certo, avere una disponibilitá economica é importante per garantire la sopravvivenza fisica del bambino ma non é l’unico l’aspetto implicato nell’essere genitori. Ci sono infatti altri aspetti, altrettanto importanti, di cui bisogna sempre ricordarsi. Per questi motivi, credo si renderá conto anche lei, che “sparire” non porterebbe alcun giovamento a suo figlio. Al contrario, andarsene e lasciarlo da solo con il papá, lo farebbe solo soffrire molto. Aver cura del proprio figlio, infatti, implica essere present per lui. E’ importante che lei rifletta molto su questi pensieri, sulle azioni che vorrebbe intraprendere e quindi sulle conseguenze di queste. Credo, inoltre, che parlare con uno psicologo potrebbe aiutarla a sentirsi un po’ piú forte, a diminuire i suoi vissuti di inadeguatezza e ad essere quindi piú serena nella relazione con suo figlio. Cari saluti, O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna

17 Ottobre 2013

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