D: Sono Mamma di un bimbo di 6 mesi. Lui è bravissimo e non ho mai avuto sentimenti negativi nei suoi confronti. Li ho invece verso mio marito. Subito dopo il parto mi ha dato contro per i primi mesi invece di supportarmi, probabilmente perché stressato anche lui dal cambiamento. Ho avuto un post parto difficile a livello fisco e quindi di conseguenza anche psicologico ma in quella fase ero molto aiutata da mia madre ma essere addirittura attaccata da lui in quello stato mi ha deluso profondamente e faccio fatica a perdonarlo. Non era mai stato così. Dopo i primi due mesi invece mi sono ritrovata completamente sola (sere e week end a parte) e mi sono sentita molto incompresa. Mio marito cerca di darmi una mano a livello pratico come può ma non si era mai posto il problema di Darmi un’ora d’aria, una valvola di sfogo, un momento tutto mio o di chiedere aiuto ai suoi genitori. Sono sempre io a dovergli chiedere aiuto e spesso non ci arriva nemmeno quindi mi capita sempre più spesso di chiederlo con rabbia. È abituato che mi faccio carico sempre di tutto, che dirigo sempre tutto… mi sembra sempre di trascinarmi sempre tutto il carico, a dover far accadere le cose altrimenti si ferma tutto. Lui è sempre stato passivo e pigro e non prende mai l’iniziativa in niente. Nemmeno nelle piccole cose pratiche. Se prima reggevo, ora mi sembra di soccombere. questa volta avevo bisogno di essere compresa e aiutata senza dover sempre implodere per ricevere qualcosa. Sono stanca psicologicamente e non tollero questo suo passivissimo. Mi sembra di aggrapparmi alla mia rabbia per non cadere in depressione.
Ora rendendomi conto che così sto rovinando tutto sto scivolando nell’apatia anche se non mi appartiene per niente. Ho forti crisi di pianto che alterno a crisi di rabbia nei suoi confronti. Mi sembra di non aver le forze di reagire più e ho paura di trovarmi a non riuscire più a badare al mio bambino.
R: Cara G., le grandi trasformazioni che l’arrivo di un figlio comporta coinvolgono anche il padre, soprattutto nel primo anno di vita del bambino. Il processo di coinvolgimento però è diverso da quello della madre: è indiretto e più lento. Di conseguenza i cambiamenti all’interno della coppia sono inevitabili, e trascurarli o non sapervisi adattare conduce spesso a significative difficoltà con prevedibili conseguenze sulla vita di entrambi i partner.
Ora siete una famiglia e ancor di più dovete cercare di condividere le vostre paure, i vostri dubbi e i vostri pensieri, soprattutto se negativi. Avete il compito di sostenervi l’un l’altro soprattutto per il bene di vostro figlio. A tal proposito ti consiglio di “fare qualche passo indietro” cercando di parlare a tuo marito senza rabbia comunicandogli i tuoi vissuti emotivi e chiedendogli di collaborare insieme per trovare alcune piccole strategie per poter migliorare la vostra qualità di vita all’interno della relazione e della famiglia. Il vostro bambino ha bisogno dell’affetto e della presenza di entrambi e principalmente di un clima di serenità. Fatevi inoltre aiutare da persone esterne alla coppia come nonni o tate così da poter ritrovare e ricreare dei vostri momenti come coppia, poichè diventari genitori non significa dimenticarsi di essere amanti. Potete prendere anche in considerazione l’idea intraprendere un persorso di terapia di coppia con l’intento di fare chiarezza. Cari saluti, Onda.

27 Gennaio 2017

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